All’età di 15 anni ho dovuto decidere quale via scegliere. Non è facile quando si è ancora molto giovani. Una cosa però mi è stata chiara subito: non volevo intraprendere una professione artigianale, perché ero più interessato alle lingue e alla matematica. Così ho deciso di iniziare un apprendistato di commercio. Alla fine sono stati i ricordi d’infanzia a farmi scegliere il settore. Di tanto in tanto accompagnavo i miei genitori nell’atrio di una banca. Già da bambino mi interessava sapere cosa si svolge dietro lo sportello della banca e cosa succede con il denaro: così ho deciso di fare un apprendistato di commercio presso una banca.
L’inizio dell’apprendistato è stato per me un momento speciale. Improvvisamente sono entrato in un mondo pieno di adulti. Ero impressionato dalle dimensioni completamente nuove: da un giorno all’altro ti danno del «Lei» e bisogna indossare camicia e cravatta. Ripensandoci mi sono abituato in fretta a queste nuove norme di comportamento. Sicuramente è stato di aiuto il fatto che, nell’introduzione in azienda e a scuola, sono stati spiegati molto bene gli obiettivi e lo svolgimento dell’apprendistato. Un’altra sensazione speciale l’ho vissuta quando ho ricevuto il primo stipendio. All’inizio avevo qualche difficoltà con la gestione del tempo, ma oggi riesco a combinare bene il lavoro, la scuola, i compiti e le attività di tempo libero. Anche perché dappertutto ho le mie persone di appoggio, inclusa la mia famiglia che continua a sostenermi con preziosi consigli. ![]()

